27 aprile 2013

il 16 Marzo 2013, noi de "L'angolo del Lettore", siamo stati a Milano alla conferenza di Enrica Salvatori, Professoressa di Storia Medievale presso l'Università di Pisa.
In questa conferenza, inserita in un ciclo di discussioni riguardanti il mondo medievale, la Salvatori ha colto l'occasione non solo di parlare del suo ultimo libro, "Boni amici et vicini", ma anche di presentare le ultime scoperte archeologiche fatte dall'università pisana.
Oggetto della Conferenza è stato il Porto di Pisa che, nonostante la sua impossibilità a permettere l'ingresso di grosse navi dall'Arno, si è riuscita ad affermare come grandissima potenza marinara a livello europeo. La Salvatori, infatti, ha spiegato come l'allontanamento del mare dalle linee di costa non sia mai stato, in realtà, un grosso problema per la città.
A fungere da grande zona portuale, infatti, è stata tutta la linea di costa toscana intorno a Pisa.Il suo più grosso punto di forza è stato san Piero, ereditato poi da Livorno. La scrittrice ha poi spiegato che qualche anno fa è stato scoperto che dietro Piazza dei Miracoli passava proprio l'Auser e, forse, fu proprio questo il motivo per cui la piazza venne costruita in quel punto.
Quello tra Pisa e il mare è un rapporto di lunghissimo corso. Essa aveva moltissimi contatti di tipo commerciale e la maggior parte dei grossi convogli che attraccavano nei pressi di Pisa erano statali. Quando venne meno l'Impero romano, cambiò il mondo commerciale e si crearono economie in scala ridotta che comunque non fecero perdere le capacità marittime alla città, che continuò ad avere una certa flotta a cui si appoggiavano i marchesi di Tuscia.
Una famosa battaglia medievale che vide protagonista il porto pisano fu la Battaglia della Meloria tra Pisa e Genova, nel 1284. Il porto pisano era un porto di catena (clicca qui) e durante questa battaglia furono prese questa catene che poi vennero riconsegnate alla città solo nel 1860.





Nonostante Pisa, intorno al XII secolo occupasse solo lo spazio entro le mura, era famosa in tutto il Mediterraneo, non solo per essere una grande potenza marinara ma anche per le sue abilità ingegneristiche navali come, ad esempio, la capacità di costruire macchine da guerra mobili.
Pisa, con i Marchesi di Tuscia, si propone come una nuova Roma...andandosi a prendere le colonie di Ostia e Roma stessa, proprio ad indicare la sua volontà precisa, in grado di aumentare il prestigio della città.
In questi secoli, inoltre, Pisa aveva una grandissima attività commerciale con il mondo islamico, da cui comprava moltissimi oggetti...oltre ai tantissimi altri acquisiti con le razzie, dei quali la gran parte vennero posti (ed è possibile ammirarli ancora oggi) sulle chiese, proprio ad indicare che la Pisa  medievale, essendo stata capace di rubare oggetti molto preziosi a navigatori molto abili, si proclamava una delle più grandi potenze del Mediterraneo.
Ma, dietro a questa palese manifestazione di orgoglio e potenza, vi era anche un'incredibile senso di bellezza ed ammirazione verso i vicini arabi e le loro produzioni. Lo storico Giacomo Todeschini ha ipotizzato che nel Medioevo c'era la concezione che gli oggetti tolti alla negatività hanno il giusto impiego se utilizzati in maniera corretta, nel "bello e buono". E, allora, quale miglior posto della Chiesa (punto in cui convergeva tutta la città)?

Duomo di Pisa


Duomo di Pisa. Particolare. Grifo islamico
Grifo. Museo dell'Opera del Duomo. 



Insomma, per avere ulteriori spunti e per approfondire l'argomento, non vi resta che leggere il libro BONI AMICI ET VICINI



Queste sono alcune foto fatte durante la presentazione del libro:






Mariacristina Maffeo

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