19 marzo 2014

Nelle biblioteche vi è un’ enorme quantità di informazione veicolata attraverso il web. 
La web intelligence è l’intelligenza artificiale applicata al web. È un settore dell’informatica che cerca di costruire sistemi e processi finora ritenuti peculiarità umana. 

Un esempio è il mondo del multimedia. Il web semantico significa una sua rappresentazione mentre il web intelligence va al di là di ciò. Ormai, anche leggere e apprendere sul web è molto diverso dal passato. 
Si dice, infatti, che la lettura sul web è molto diverso dal passato. Si dice, infatti, che la lettura sul web è non lineare (cyberscholar). Nello scenario tradizionale, un esempio è il sito di Europeana. Lo scenario è un utente che accede con questi classici strumenti. I contenitori racchiudono dati non testuali e non legati tra loro. 
Nella visione 2.0 il web è diventato partecipativo e non più solo informativo. I contenuti e le conoscenze diventano sempre più disponibili. 
Con la web intelligence è possibile reperire tutto ciò che serve, estraendo frasi, dati, parole chiave, argomenti, sia in un testo sia sul web. Tutto ciò serve per il filtraggio delle informazioni, per catalogare, classificare o taggare le informazioni su internet automaticamente. 

Con questo metodo, attraverso i social media, si misurano anche le distanze fra concetti. Non si pubblicano più contenuti “confezionati” in articoli, libri, repertori, chiusi in una struttura fissa. 
Si pubblicano moduli più limitati di conoscenza. Un famoso esempio di utilizzo di questo sistema è il sito della BBC. Anche i grossi siti, come Facebook, utilizzano questo nuovo sistema di self publishing. Si presume, pertanto, che anche le pubblicazioni scientifiche verranno un giorno strutturate in questo modo. 


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